Lo stretching: perché e quando



Lo stretching è, in generale, un’attività finalizzata all'allungamento muscolare. Esistono in realtà diverse tipologie di pratiche che vanno sotto il “cappello” dello stretching; quella di cui parleremo oggi è lo stretching statico (attivo) : è la più nota, abitualmente associata alla parola “stretching”. Lo stretching statico nasce (o meglio, è codificato) sulla base di un adattamento delle posture yoga (asana). In tale pratica si assume una posizione di allungamento e la si mantiene per una durata di 30/60 secondi (sulla durata dovremmo aprire un dibattito, ma non è il momento :-)), aumentando progressivamente la tensione (senza esagerare). Esistono poi altre tipologie di stretching (Dinamico, Globale attivo, PNF), di cui parleremo in un altro post. I vantaggi dello stretching a lungo termine sono molteplici: • Aumento della flessibilità e della mobilità articolare • Minore tensione muscolare a riposo • Minore tendenza a infortuni Per ottenere dei risultati è necessaria un’applicazione almeno di tre sedute settimanali. Ma quando fare stretching? Prima o dopo l’attività sportiva? Ancora oggi vediamo spesso fare stretching prima di effettuare attività che comportano sforzi massimali o sub-massimali (attività con sovraccarico o a carico naturale). Si hanno oggi molteplici riscontri che lo stretching durante il riscaldamento comporti una riduzione della forza, e di conseguenza abbia un impatto negativo sulla prestazione [1][2]. Tale effetto, che può protrarsi fino a 60 minuti, è correlato all'inibizione neuromuscolare e alla riduzione della forza contrattile [3], e la sua durata è legata alla durata dello stretching stesso [4]. Quindi, quando ci dedichiamo ad attività che implicano sforzi massimali o submassimali (pesi, attività calistenica, Tacfit, Crossfit), benissimo lo stretching, ma al termine dell’allenamento Bibliografia [1] Rubini EC, Costa A, Gomes P, “The effects of stretching on strength performance”, Sport Med 37, 213-224, 2007 [2] Young WB, Behm DG, “Should static stretching be used during warm-up for strength and power activities?” Strength ang conditioning Journal 24, 33- 36, 2002 [3 ]Fowles JR, Sale DG, MacDougall JD. “Reduced strength after passive stretch of the human plantar flexors.” , J Appl Physiol 8,; 1179-1188, 2000 [4]Knudson D, Noffal G, “Time course of stretch-induced isometric strength deficit” Eur J Appl Physiol 94, 348-351, 2005

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